
Nel mondo moderno, il progresso tecnologico e le conquiste scientifiche si rincorrono a ritmo vertiginoso. Tuttavia, dietro questa facciata di innovazione, esistono realtà dove la parola “normalità” è un lusso quasi impossibile da raggiungere. Le guerre in corso nel 2025 continuano a mietere vittime innocenti e a distruggere vite, spesso in modo invisibile ai più. Mentre alcune crisi ricevono ampia copertura mediatica, molte altre rimangono nascoste nell’ombra. Ma non c’è motivo di graduare il dolore: ogni conflitto lascia dietro di sé odio, fame, morte e, in particolare, traumi profondi nei bambini.
I numeri della guerra
Attualmente possiamo contare fino a 20 conflitti armati sparsi tra 4 continenti del mondo, ossia tutti meno l’Oceania. Alla fine dell’articolo abbiamo incluso la lista completa dei conflitti. Il dato che più colpisce è quello relativo all’infanzia: oltre 470 milioni di bambini nel mondo vivono oggi in zone di conflitto o in contesti di estrema fragilità. Questi bambini non solo rischiano la vita, ma si trovano a subire interruzioni drammatiche nell’accesso ai servizi essenziali, in particolare l’istruzione. Spesso la scuola viene trasformata in rifugio temporaneo o addirittura in obiettivo militare, interrompendo il diritto fondamentale all’apprendimento e allo sviluppo personale. Ogni bambino privato dell’educazione oggi è un adulto senza strumenti per ricostruire un futuro di pace domani.
📌 Fonte: Save the Children – “World more dangerous than ever for children…” (Ottobre 2024)
Non esistono guerre di serie A o B
Uno dei grandi paradossi del nostro tempo è la disuguaglianza nella visibilità mediatica delle guerre. Alcuni conflitti, spesso per ragioni geopolitiche o di interesse mediatico, dominano le prime pagine e suscitano una risposta internazionale forte. Altri, ugualmente sanguinosi, scompaiono quasi del tutto dai riflettori. Questa “classifica” della sofferenza è ingiusta e pericolosa. Chi lavora a stretto contatto con i bambini colpiti dalla guerra sa bene che il dolore non si misura in base alla copertura mediatica: un trauma infantile è sempre grave, a prescindere dal luogo dove si verifica. La nostra umanità deve restare immutata davanti a ogni storia di sofferenza.
📌 Fonte: ICRC – The invisible wounds of war
L’impatto sui bambini: ferite invisibili
La guerra distrugge corpi e città, ma anche menti e anime. I bambini che vivono immersi nel conflitto spesso non possono esprimere a parole la paura, la perdita, l’insicurezza che li accompagnano ogni giorno. Molti smettono di parlare, altri mostrano segni di stress post-traumatico, mentre alcuni finiscono per interiorizzare la violenza come unica realtà conosciuta. Il trauma infantile da guerra non riguarda solo la privazione materiale, ma anche la perdita della fiducia nel futuro e negli adulti. Senza un’adeguata assistenza psicologica e sociale, queste ferite invisibili rischiano di segnare per sempre l’esistenza di chi le subisce.
📌 Fonte: Save the Children – “Sudan’s year of war: one in two children in the line of fire” (Aprile 2024)
Il ruolo dell’educazione: più potente di qualsiasi arma
In un mondo che sembra dominato dalla distruzione, l’educazione rappresenta una luce di speranza e rinascita. L’istruzione nelle emergenze non è un lusso, ma una necessità vitale. Essa non solo fornisce ai bambini conoscenze e strumenti per costruire una vita migliore, ma restituisce loro dignità e normalità. Un maestro, un quaderno, un luogo sicuro dove apprendere diventano armi potenti contro l’odio e la paura. Per questo motivo, Associazione Annachiara crede fermamente che investire nell’educazione sia investire nella pace. È un impegno concreto, che vuole spezzare il circolo vizioso della violenza attraverso la costruzione di una società più giusta e inclusiva.
📌 Fonte: UNESCO – Education in Emergencies
È quello che attraverso Associazione Annachiara cerchiamo di sostenere, con progetti concreti in diverse aree del mondo. Anche dove la guerra sembra non finire mai.
Una speranza concreta
Fermarsi ad osservare i dati può sembrare scoraggiante, ma non dobbiamo perdere la speranza. La storia ci insegna che anche nelle condizioni più difficili la solidarietà e la volontà di cambiare possono fare la differenza. I progetti sostenuti da Associazione Annachiara sono la testimonianza viva di questa speranza. Ogni bambino raggiunto, ogni scuola ricostruita, ogni sorriso restituito è un mattone per un futuro migliore. Invitiamo tutti i nostri soci, sostenitori e lettori a non restare indifferenti, ma a trasformare la compassione in azione concreta, perché anche un piccolo gesto può diventare un grande cambiamento.
Coltivare la pace, un seme per il futuro
Nel cuore della sofferenza e del conflitto, la pace emerge non come un semplice ideale, ma come un atto di coraggio quotidiano, un impegno incessante a difendere la dignità e la vita di ogni essere umano. Non è una condizione passiva, ma la costruzione attiva di un mondo in cui la giustizia, l’amore e la speranza prevalgano sulla distruzione.
“La vera pace non è semplicemente l’assenza di guerra, ma la presenza di giustizia e verità.”
È questa la sfida che ci chiama oggi: seminare giustizia e verità affinché ogni bambino possa crescere in un futuro di pace.
Appendice informativa – Mappa dettagliata dei conflitti attivi nel mondo (Agosto 2025)
🌍 Africa
- Sudan: La guerra civile tra le forze armate regolari e le milizie paramilitari RSF è scoppiata nel 2023 e continua a causare una catastrofe umanitaria. Milioni di civili sono sfollati e il sistema sanitario è collassato, lasciando i bambini esposti a fame, malattie e violenze dirette. Le scuole sono spesso chiuse o occupate da forze armate, interrompendo la formazione di intere generazioni.
- Etiopia: Il conflitto si concentra nelle regioni di Tigray, Oromia e Amhara, con scontri tra forze governative, milizie etniche e gruppi ribelli. Questa guerra ha provocato decine di migliaia di morti e oltre due milioni di sfollati, lasciando i bambini senza accesso ai servizi essenziali e a rischio di malnutrizione e abusi.
- Repubblica Democratica del Congo (RDC): Nel Nord Kivu e nelle regioni orientali, gruppi armati come il M23 continuano a scontrarsi con l’esercito nazionale, coinvolgendo civili innocenti. La violenza perpetua causa sfollamenti massicci, distruzione di villaggi e interruzione della scuola, con un impatto devastante sui bambini.
- Somalia: La lunga insurrezione di Al-Shabaab continua a minacciare la sicurezza nel paese, con attacchi suicidi e guerriglia che colpiscono sia le forze di sicurezza sia i civili. Le condizioni di vita restano estremamente precarie, e i bambini sono spesso reclutati o vittime di violenze.
- Mozambico (Cabo Delgado): Da alcuni anni, una ribellione jihadista ha destabilizzato la provincia di Cabo Delgado, con attacchi violenti contro villaggi e infrastrutture. Migliaia di persone sono sfollate e i bambini vivono in campi profughi, spesso senza possibilità di accedere all’istruzione o ai servizi sanitari.
- Sahel (Mali, Burkina Faso, Niger): In questa vasta area, insurrezioni jihadiste e tensioni etniche hanno provocato numerosi colpi di stato e crisi umanitarie. Milioni di persone sono sfollate internamente, con gravi interruzioni scolastiche per milioni di bambini e rischi crescenti di abusi.
- Camerun (regioni anglofone del Nord-Ovest e Sud-Ovest): Dal 2016 è in corso un conflitto armato tra gruppi separatisti anglofoni e forze governative, che ha causato migliaia di morti e lo sfollamento di centinaia di migliaia di persone, compresi molti bambini che vivono in condizioni di estrema vulnerabilità.
- Libia: Nonostante un cessate il fuoco parziale, il paese resta frammentato e instabile, con milizie che controllano varie aree e frequenti violenze urbane. Civili e bambini restano esposti a rischi elevati e la ricostruzione del sistema educativo procede a rilento.
🌍 Asia / Medio Oriente
- Palestina (Gaza e Cisgiordania): Il conflitto tra Israele e Palestina è uno dei più lunghi e complessi del mondo. Periodiche escalation di violenza causano bombardamenti, arresti e distruzioni, con un grave impatto sulla popolazione civile. I bambini palestinesi sono esposti a traumi psicologici profondi, difficoltà nell’accesso alla scuola e a servizi sanitari essenziali.
- Yemen: La guerra civile iniziata nel 2015 ha trasformato il paese in una delle peggiori crisi umanitarie del mondo. Il blocco dei rifornimenti, i bombardamenti e la povertà estrema colpiscono duramente i bambini, con milioni a rischio fame e malattie.
- Siria: Dopo più di un decennio di guerra, la situazione rimane instabile, con tensioni tra governo, ribelli e potenze straniere. La popolazione civile continua a soffrire per gli effetti delle ostilità, tra sfollamenti e difficoltà nell’accesso a istruzione e cure.
- Myanmar: Dopo il colpo di stato militare nel 2021, è esplosa una guerra civile tra esercito e gruppi etnici e democratici, con gravi violazioni dei diritti umani. Milioni di persone sono sfollate e migliaia di bambini hanno abbandonato la scuola per scappare dalla violenza.
- Afghanistan: Dopo il ritiro delle truppe internazionali, il ritorno dei talebani ha portato a una repressione sistematica di diritti fondamentali, compresi quelli delle donne e dei bambini. L’instabilità e gli attacchi degli altri gruppi armati continuano a rendere precaria la situazione.
- Kashmir: La regione è contesa da decenni tra India e Pakistan, con frequenti scontri armati e un pesante controllo militare. Le popolazioni locali vivono in uno stato di tensione permanente, con bambini e giovani che soffrono la mancanza di libertà e opportunità.
- Filippine (Mindanao): Nella parte meridionale dell’arcipelago, gruppi separatisti e jihadisti combattono da anni contro le forze governative, causando vittime civili e spostamenti forzati. I bambini vivono in aree a rischio con difficoltà ad accedere ai servizi fondamentali.
🌍 Europa
- Ucraina: La guerra iniziata nel 2014 e intensificata nel 2022 con l’invasione russa ha sconvolto il paese. Milioni di persone sono sfollate o rifugiate all’estero, migliaia di bambini hanno visto la loro infanzia distrutta tra bombardamenti, perdita di familiari e interruzione scolastica.
- Nagorno-Karabakh (Caucaso): Il conflitto tra Armenia e Azerbaigian riguarda il controllo di questa regione montuosa e ha portato a scontri ripetuti, sfollamenti e tensioni politiche che persistono tuttora.
🌍 America Latina
- Colombia: Dopo l’accordo di pace con le FARC, alcuni gruppi dissidenti e altre organizzazioni criminali continuano le violenze, con attacchi a comunità indigene, assassinii e traffico di droga. I bambini sono spesso coinvolti o vittime indirette.
- Haiti: Il paese è in una situazione di grave crisi politica e sociale, con bande armate che controllano vaste aree urbane. La violenza ha un impatto diretto sulle famiglie e sui bambini, che vivono in un contesto di insicurezza quotidiana.
- Messico: La lotta tra cartelli della droga e forze di sicurezza ha portato a una escalation di violenza, con migliaia di vittime civili e un impatto profondo sulle comunità locali, dove molti bambini crescono in contesti di paura e povertà.
🌍 Oceania
- Situazione attuale: Non si registrano conflitti armati su larga scala in Oceania, ma rimangono problematiche sociali e ambientali che colpiscono le comunità locali, come l’aumento dei disastri naturali dovuti ai cambiamenti climatici.
Una opinione su "Guerre dimenticate ed infanzie rubate: uno sguardo sul mondo di oggi"