
Chiunque abbia mai praticato almeno una disciplina sportiva può confermare sicuramente una una grande verità: Lo sport insegna. Educazione e sport formano una alleanza inarrestabile, attraverso le diverse attività è possibile apprendere una serie di valori indispensabili per la crescita personale e collettiva.
La dimensione educativa dello sport è infatti sia personale che collettiva:
- Personale, perché ogni attività consente di portare a casa un bagaglio di insegnamenti per se stessi, primo tra tutti la consapevolezza che solamente il duro lavoro e l’affrontare faccia a faccia i propri limiti è l’unica chiave per raggiungere risultati ed obbiettivi concreti nella vita; imparare a perdere nella vita, non lasciarsi demoralizzare e continuare comunque a lottare per i propri sogni è il grande secondo insegnamento che lo sport ci regala.
- Collettiva, perché la pratica dello sport prevede sempre il confronto con uno o vari avversari da imparare a rispettare e verso i quali comportarsi con il massimo dell’onestà; per non parlare dei compagni, allenatori, team, società, verso i quali, nel momento in cui ci mettiamo in gioco e prendiamo un impegno, diventiamo responsabili e siamo spronati a tenere duro anche quando vorremmo mollare, perché diventiamo consapevoli di come gli effetti delle nostre azioni toccano anche altre persone, e questo ci fa capire il significato della parola responsabilità.
Il Movimento per l’etica la cultura e lo sport spiega come “quando si sceglie un’attività, soprattutto in tenera età, si comincia un lavoro che impegna non solo il fisico, ma anche la mente. Migliora quella che è la conoscenza di noi stessi, così come quella del gruppo. Aiuta a superare limiti legati non solo all’ambiente sportivo ma anche alla sfera interpersonale. Ed è proprio il modo in cui lo sport ci sprona a superare questi limiti che insegna e plasma il carattere.
Ogni sportivo si è confrontato con la sconfitta, con l’idea di non essere il migliore. Questo è uno dei primi, fondamentali insegnamenti dello sport e porta con sé l’umiltà e la determinazione a dare il massimo. Oltre ad accettare la sconfitta, lo sport aiuta a comprendere il duro lavoro, la costanza e la passione. Attraverso l’impegno è possibile raggiungere e superare traguardi importanti e questo trasforma una semplice attività sportiva in una vera e propria fonte d’ispirazione. Allo stesso tempo, ogni disciplina ha le sue regole e saper giocare all’interno di queste aiuta a crescere con giudizio. Per ogni giovane atleta, lo sport diventa un’esperienza chiave nella crescita.
Il valore educativo delle discipline sportive si traduce nel porre le basi per una società più onesta, sana e serena. Attraverso la formazione dei giovani in ambito sportivo si possono insegnare valori che faranno veramente la differenza nelle generazioni di domani.
Dal momento che si tratta di competizione, vengono esaltati anche valori quali il rispetto delle regole, dell’etica della disciplina, il sacrificio e la dedizione. Una compagine di valori che mettono in risalto non solo la grandezza dell’atleta, ma anche quella dell’uomo.”

“Ogni sport regala insegnamenti importanti e l’aspetto ludico aiuta ad assimilarli in maniera naturale. Uno dei driver principali per i giovani rispetto allo sport è senza dubbio il voler condividere e raggiungere gli obiettivi con i compagni. Si creano forti legami in una squadra e spesso anche con gli avversari. Gli obiettivi prefissati si raggiungono grazie all’impegno e alla fiducia, in se stessi e nei compagni. Per questo prendere parte ad una competizione vuol dire “mettere in campo” valori che altrimenti rischiano di non essere considerati affatto. Mettersi in gioco vuol dire vivere un’esperienza stimolante. Sconfitta o vittoria sono maestri in egual misura, poiché è il gioco in sé a insegnare.”
Ogni sport si fonda su una serie di valori e di principi positivi, ogni sport ha molto da insegnare, ed in particolare vorremo fare di seguito l’esempio del Rugby:
Il rugby è uno sport duro e per chi non è dell’ambiente, può sembrare violento e pericoloso. Eppure, i giocatori di rugby sono tra i più ligi al fair play e molto attenti alle regole. Il fatto di gettarsi letteralmente nel fango, disposti a rompersi qualche osso per la propria squadra è un’esperienza che poche altre attività possono dare. Nel rugby, senza dubbio, si lotta per e con i compagni. Si uniscono le forze per superare gli avversari e vincere la partita. È quindi necessario affrontare le proprie paure e sviluppare una grande conoscenza di sé per eccellere in questo sport. La prima regola basica è che la palla si passa solo indietro, e l’obbiettivo principale è avanzare, questa contraddizione mette in luce fin da subito come lo spirito di squadra ed il lavoro di gruppo stia alla base del successo: se avanza uno avanzano tutti, se uno rimane indietro è compito di tutti sostenerlo. Riconoscere i propri limiti e trovare nei compagni la forza per superarli è uno degli insegnamenti fondanti del rugby. Inoltre, il gioco è molto complesso e richiede un grande sforzo mentale oltre all’enorme sforzo fisico per poter controllare la partita. Inoltre alla fine di ogni partita si disputa il famoso “terzo tempo”, ossia dopo 80 minuti di mazzate le due squadre si ritrovano insieme per mangiare, bere e fare due belle risate! Questa mentalità fa si che gli “avversari” non siano mai nemici, ma persone esattamente come te da trattare con il massimo del rispetto.

Una bellissima realtà è quella di “Rugby Libre”, progetto nato dall’impegno di Patricia García Rodríguez capitana della nazionale spagnola femminile di Rugby. Grazie a questo progetto Patricia ha portato in giro per il mondo i valori positivi del rugby, aiutando tanti giovani ragazzi e ragazze a prendere consapevolezza della propria forza e del proprio valore, in modo da poter lavorare con coraggio per la realizzazione dei propri progetti nella realtà nella quale sono nati e cresciuti. In particolare i progetti educativi legati al rugby di Patricia hanno luogo in Chile, Marocco e Brasile.

Non possiamo pero scrivere un articolo sul potere educativo dello sport senza parlare di calcio! Passione, cultura, tifo, ed anche educazione sociale, sono tutti gli ingredienti necessari per alimentari progetti come quelli di Fondazione Milan. La mission di Fondazione Milan è quella di schierarsi attraverso lo sport al lato di tutti i bambini e ragazzi ostacolati da urgenti questioni sociali, come la povertà, la violenza e la discriminazione, con l’obbiettivo di dare a tutti i giovani la possibilità di sviluppare il proprio talento e quindi di sognare in grande. In tutti questi anni Fondazione Milan ha realizzato 160 progetti in 18 paesi del mondo! Tutti i progetti sono interessantissimi, in particolare ci teniamo a sottolineare il progetto “Sport for All – Playmore!” nato per promuovere l’attività sportiva per persone diversamente abili ed attraverso di essa favorire la coesione sociale e l’inclusione. Tale progetto non si limita al calcio, gli sport praticati sono anche scherma, ginnastica, beach volley, multisport, e in cinque momenti durante l’anno i Blind Sport Days, per non vedenti ed ipovedenti.
Altro progetto degno di nota è Sport for Change, di portata internazionale, attraverso il quale Fondazione Milan ha collaborato per costruire gli impianti sportivi del centro Udayan Calcutta. Il centro è stato dotato di uno spazio attrezzato per la pratica di diversi sport: calcetto, ping pong, basket, badminton e carom board. Lo sport si inserisce nel progetto educativo di questi bambini, attualmente sono accolti 250 bambini lebbrosi che ricevono educazione nella loro lingua madre (Hindi o Bengali).


Questi esempi concreti ci aiutano ancor di più a comprendere l’importanza fondamentale dello sport in ambito educativo e di coesione sociale. Educare a tali valori le giovani generazioni può fare la differenza nella costruzione di una società giusta, inclusiva, attenta al bene di tutti ed allo stesso tempo stimolante per la realizzazione di grandi sogni e grandi progetti, come quelli che vi abbiamo raccontato.